Gianni Savelli

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‘Gianni Savelli Media Res Magellano’ di F.Ciminiera su Jazz Convention

Gianni Savelli: sax tenore
Aldo Bassi: tromba, flicorno
Enrico Zanisi: pianoforte
Luca Pirozzi: contrabbasso
Alessandro Marzi: batteria
Francesco Ponticelli: contrabbasso in Flying over Gocius de Santu Micheli
L'Orchestra:
Gianni Oddi, Ferruccio Corsi, Marco Conti, Franco Marinacci, Elvio Ghigliordini, Andrea Tardioli, Eric Daniel: sassofoni
Fernando Brusco, Giancarlo Ciminelli, Gianluca Urbano, Danilo Bughetti, Andrea Camilli, Salvatore Domina: tromba, flicorno
Mario Corvini, Massimo Pirone, Luca Giustozzi, Roberto Pecorelli, Luigino Leonardi: trombone Remo Izzi: corno francese
Pierluigi Ausili: tuba
Magellano è il terzo disco realizzato da Gianni Savelli con il progetto Media Res e ne rappresenta tanto un punto di arrivo che di nuova partenza. Una lettura che tiene conto in modo speculare della vicenda del personaggio a cui viene dedicato il lavoro e che compare come "protagonista" della traccia conclusiva del lavoro, vale a dire Pacifico. Punto di arrivo in quanto riprende le tematiche già incontrate nei dischi precedenti per portarle verso una dimensione e un approccio nuovi.
Il dialogo promosso dal quintetto tra il jazz e le musiche di altra provenienza prosegue anche in Magellano. Basta considerare i titoli. Flying over Gocius de Santu Micheli e Aria from Bachianas Brasileiras n° 5 portano subito in evidenza una radice musicale "esterna", rispettivamente le tradizioni sarde e il Brasile. I titoli in tedesco (Kirschrot), francese (Rossignol) e greco (Thelxis) danno ulteriori coordinate al ragionamento curioso di Savelli. Gli elementi si fondono in maniera intima e inestricabile in questo nuovo lavoro. La scrittura di Savelli trasporta il lavoro verso un piano più coerente: non siamo di fronte al quintetto che utilizza qualche "colore" esotico o qualche ritmo meno consueto per dare varietà in maniera posticcia al linguaggio jazzistico. Il quintetto suona gli strumenti più canonici nell'iconografia del jazz e anche le sezioni orchestrali, tuba e corno francese, sono disegnate sullo schema delle big band. Si tratta, per arrivare al punto, di un lavoro preparato attraverso composizione ed arrangiamento e per questo in grado di esprimere in modo così profondo e articolato - e, allo stesso tempo, fluido e naturale - la fusione tra i diversi riferimenti presi in considerazione.
In Flying over Gocius de Santu Micheli e Kirschrot, le due tracce orchestrali, questo approccio diventa esplicito e palese. La composizione conduce l'improvvisazione e traccia il solco per integrare nel jazz, nelle dinamiche del quintetto, nell'approccio all'improvvisazione i linguaggi e i mondi espressivi incontrati. E sono proprio la dimensione orchestrale, presente e riconoscibile anche nelle tracce affidate al solo quintetto, e la spinta compositiva i segni distintivi del nuovo corso di Media Res. Se era una attitudine mostrata da Savelli già nell'omonimo disco del 2004 e in Que la fete commence del 2008, in Magellano viene stratificata in maniera più matura e si misura in maniera più con la tessitura portata dallo sguardo al di fuori dei confini del jazz.
Un'altra chiave è la stabilità complessiva della formazione. Un processo lungo - lento anche, secondo certi canoni - e condotto con un nucleo saldo di musicisti. Se la partnership con Aldo Bassi è una tra le più durature nel panorama nazionale, Savelli ha costruito il rapporto con la ritmica in un modo analogo: Zanisi, Pirozzi e Marzi sono i protagonisti, insieme al sassofonista, di una rifinitura continua utile a stabilire i punti di riferimento utili ad applicare alla costruzione musicale di Media Res. Nel nome della formazione, si ritrova una delle sue qualità principale, l'idea e l'intenzione di trovare sintesi e convergenza tra le tante anime che si confrontano nella scrittura di Savelli, nella sua curiosità e nella sua concezione musicale. Tutti e cinque i componenti della formazione sono protagonisti in prima persona del percorso del lavoro ed è un aspetto, questo, che si riflette nella "messa in pratica" del materiale composto da Savelli.
Infine, Pacifico. Oltre a rappresentare la "presenza" di Magellano nel lavoro, ne mette in luce una caratteristica espressiva, vale a dire la cantabilità, un fattore che scorre in realtà in molta parte del disco. Ma rivela una attitudine culturale che va oltre il fatto puramente musicale. Il brano e il relativo video hanno permesso al sassofonista di innescare un dialogo con la rete fatto di condivisioni e feedback: la ricerca di nuovi modi di interagire con il proprio pubblico, sfruttando le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, sono una delle questioni centrali su cui musicisti e operatori devono iniziare ad interrogarsi in maniera nuova. Il percorso intrapreso da Savelli mostra, come per l'aspetto artistico, la comprensione di un momento di passaggio e la necessità di dover ridefinire gli strumenti da utilizzare per arrivare agli ascoltatori nelle tante maniere in cui questi arrivano a confrontarsi con il disco, con i concerti e con le tante manifestazioni che oggi può avere un progetto.

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